Come osservare una città che presenta molteplici sfaccettature se non con un occhio attento capace di osservare la realtà̀ attraverso la propria lente? “l’uomo con la lente esprime una grande legge psicologica, collocandosi in un punto sensibile dell’obiettività̀, nel momento in cui bisogna accogliere il dettaglio inosservato e dominarlo. La lente condiziona, in tale esperienza, un ingresso nel mondo. L’uomo con la lente prende il mondo come una novità̀ e, se ci confidasse le sue scoperte vissute, ci darebbe documenti di fenomenologia pura. Il dettaglio di una cosa può̀ essere il segno di un mondo nuovo, di un mondo che, come tutti i mondi, contiene gli attributi della grandezza, la miniatura è una delle abitazioni della grandezza.”
Il progetto nasce dall’interesse che abbiamo acquisito durante la nostra permanenza a Venezia, sul rapporto che l’acqua ha con i suoi abitanti e come questo rapporto possa diventare indagare di ricerca del rapporto natura-corpo. Un aspetto della città che abbiamo osservato ed analizzato attentamente è il riflesso luminoso che si crea quando la luce colpisce l’acqua dei canali. Questo fenomeno si chiama: Gibigiana (balenìo di luce riflesso su una superficie da uno specchio, da un vetro, da un liquido), in dialetto veneto si dice “Marantega”, elemento luminoso che si propaga sulle superfici architettoniche di Venezia, sia di giorno che di notte. Dall’analisi di questo fenomeno luminoso è nato il progetto “Gibigiana” una luce colorata colpisce l’acqua del canale e il suo riflesso (la Gibigiana) si proietta all’interno del palazzo, creando un ambiente immersivo a cui il pubblico è chiamato ad attraversare liberamente. Al centro della stanza è posto “Suoni liquidi”: un’opera interattiva che indaga gli aspetti e le relazioni tra corpo e acqua. L’acqua all’interno di un contenitore viene fatta muovere grazie alla voce e ai rumori delle persone che si trovano nello spazio attraverso un meccanismo di presa diretta del suono; le vibrazioni dell’acqua vengono poi proiettate su di una parete tramite una luce. La voce è elemento generativo di un incontro che porta con sé segni e modifiche del fluido, cosi facendo si crea una relazione, sempre presente nella storia dell’umanità̀ ma forse ormai dimenticata. In questo modo si proiettano incontri che danno vita ad una danza rivelatrice di un legame da riacquisire.
Il progetto” Suoni liquidi” accende una luce sull’importanza degli elementi naturali, in quanto la natura è in continuo ascolto.