L’installazione consiste nella proiezione di un riflesso ottenuto da una luce ruotante posizionata all’interno di una superficie specchiata che si proietta sulla tela. All’interno dello spazio il suono gioca un ruolo centrale in quanto viene catturato da un microfono nascosto e modificato in presa diretta rendendo l’installazione interattiva; Il pubblico è chiamato ad entrare nello spazio, i rumori generati dell’osservatore modificano l’atmosfera dello spazio.
L’installazione nasce dallo studio della luce, del suono e dei loro fenomeni come la
rifrazione, la riflessione e la propagazione nello spazio. Grazie ad un processo di sperimentazione e di progettazione si è arrivati ad connubio tra tecnologia digitale e analogica in grado di manipolare la luce e il suono.
Il lavoro presuppone un coinvolgimento fisico dell’osservatore senza il quale l’opera non ha alcun significato; in questo modo si vuole sollecitare un comportamento diverso nello spettatore al fine di trovare i mezzi per sviluppare la capacità di riflessione, confronto e analisi.
Il movimento della luce è continuo e segue un movimento aleatorio che appare sempre diverso ogni volta che si riprende, l’importanza attribuita all’elemento temporale presuppone che l’esperienza non sia lineare. In questo caso non si tratta di una luce che illumina un oggetto o uno spazio ma di una luce che si fa soggetto della propria azione.